Pitigliano

I grigi a Pitigliano e Sovana

Ed eccoci a parlarvi della nostra ultima uscita associativa! Per questa occasione abbiamo scelto l’ultimo giorno utile di Febbraio e le mete erano i borghi di Pitigliano, di Sovana e le cosiddette “vie Cave” dei dintorni.

Vedere per la prima volta o tornare a Pitigliano è sempre molto suggestivo, sia che lo si guardi da fuori, arroccato su uno sperone di tufo che sovrasta le anse del fiume Lente, sia che lo si percorra nei suoi vicoli più stretti.

I grigi a Pitigliano e Sovana

Infatti l’oretta che ci siamo concessi per girare e fotografare questo antichissimo borgo è volata in un attimo ma la giornata intensa che avevamo in programma imponeva ritmi sostenuti. Attraversato a piedi il paese longitudinalmente da un capo all’altro del borgo vecchio siamo usciti dalla Porta Sovana (l’omonimo paese si trova infatti in questa direzione) e abbiamo percorso la Via Cava di Poggio Cani per scendere la vallata fino al ponte sul fiume Lente. Da qui abbiamo preso la più lunga e (per molti) suggestiva delle vie Cave, quella intitolata a San Giuseppe; infatti qui si trova l’edicola del Santo, meta fino a poco tempo fa di una suggestiva fiaccolata notturna ogni 19 marzo.

La camminata ci teneva impegnati sia a fotografare le pareti in tufo scavate dagli Etruschi e ormai ricoperte di delicato muschio verde, sia a fare attenzione al percorso in salita, spesso umido e con alcuni ostacoli quali rami o massi che occupavano l’intera larghezza del sentiero. In breve arriviamo all’edicola di S. Giuseppe quindi proseguiamo per la Fonte dell’Olmo, dove una radura attrezzata con panche e tavoli e una fonte di acqua potabile ci ospita per la nostra pausa pranzo. La giornata è ottima, serena e primaverile, con questo clima che concilia il riposo ci rimettiamo sul cammino del ritorno mal volentieri…

Torniamo alle macchine fiancheggiando la rocca di Pitigliano da una stradina sterrata che ne sfiora le pendici da cui abbiamo fatto diverse foto alle finestrelle e i balconi affacciati sullo strapiombo. Giunti a Sovana era l’ora della merenda e l’odore di focaccia ci ha convinto ad entrare in un bar per rifocillarci prima della passeggiata ormai serale per il piccolissimo borgo anchesso di origine etrusca.

Ripassando per Pitigliano lungo la strada per tornare a Roma non potevamo non fermarci a fotografare la rocca illuminata artificialmente dal basso; quest’ultima tappa è stata anche quella per i saluti e per l’appuntamento al 22 marzo per andare a fotografare l’avifauna del lago di Caprolace.

Pitigliano di notte